| Baba | Guitar |
| Ellis | Bass |
| Pelle | Drums |
| Ross | Voice |
I Brothers of Whiskey iniziano la loro avventura dalla provincia di Treviso , sotto forma di ideale nel corso del 2003, dall’esigenza di esprimere sentimenti veri come fratellanza, amicizia e la sincerità delle esperienze vissute in comune da Baba (chitarra) e Ross (voce). I due, già amici da tempo e con all’attivo almeno una decina d’anni di esperienza con vari gruppi più o meno underground, hanno già ben chiaro in mente cosa creare. La proposta musicale deve seguire di pari passo l’ideale del gruppo: passione e sincerità devono essere i soggetti predominanti della produzione di questo ensamble. Ne viene fuori un hard rock eclettico fatto di tinte ruvide che ricordano i suoni southern americani di Austin (Texas) unite a tratti che ricordano il rock’n’roll più trascinante in simbiosi a ritmi “groovie” e con tiro.
È indubbio che la formazione, che dovrà avere la sua miglior fisionomia nella dimensione live, ha bisogno di essere completata. Come in seguito si rivelerà ancor più arduo del previsto, il problema non è tanto trovare un musicista tecnicamente all’altezza, quanto un Brother che sappia suonare uno degli strumenti mancanti ed accetti di dedicarsi anima e corpo al progetto. Ecco che l’entrata nella Famiglia di Ellis, anche lui legato da profonda amicizia ai due fondatori e bassista di indubbia esperienza, porta nuova linfa vitale alla macchina che si sta avviando. L’entusiasmo incomincia a farsi palpabile ed, oltre a sessioni solo musicali a casa dell’uno o dell’altro componente per scrivere i primi riff, si alternano le prime prove vere e proprie. Proprio queste evidenziano l’ultimo gap da superare, la ricerca del batterista. Non trovando una figura stabile da inserire nella line-up, alla batteria viene chiesto l’aiuto di vari amici, per poter progredire nel song-writing. Non percependo progressi tangibili Ross, in passato già drummer di varie formazioni, decide di sacrificare momentaneamente il canto per non vedere appassire l’intero progetto, che sembra arenarsi, a causa di una sezione ritmica inadeguata.
Prendono forma le prime tre canzoni ed anche la fortuna pare girare. In una serata, al solito passata a locali, Ross chiede ad una altro amico la disponibilità a dare una mano alla batteria, al posto suo: Pelle. Sulla scena da diversi anni e con svariati live sulle spalle, finalmente il disegno sembra compiuto.
Incominciano subito intense sessioni compositive e poi di rifinitura dei pezzi. Dopo ore di sala prove impiegate a progredire tecnicamente e a produrre una propria identità musicale che crei il sound peculiare del gruppo, verso la fine del 2004 arriva il primo live. L’occasione è Emergenza Festival nella sezione di Treviso al New Age, uno tra i palchi più importanti del Nordest, risultato … primo posto alla prima, ed alle successive, eliminatorie. L’entusiasmo che il primo palco vissuto e condiviso porta è prorompente. In brevissimo tempo altre nuove canzoni prendono forma e vanno ad entrare a far parte del set-up che il gruppo comincia a proporre, dapprima come spalla a questo o quel gruppo di amici e poi come headliner in vari locali e manifestazioni all’aperto.
Come prefisso è proprio dal vivo che i quattro ragazzi veneti sanno far provare le emozioni più intense attraverso quello che chi lo ha visto ha definito come pura espressione in hard rock di quattro amici su un palco!
Attualmente la Famiglia Torbata è attiva su due fronti: da un lato il creare una base solida di locali e manifestazioni attraverso cui far conoscere le proprie composizioni, dall’altro la continua ricerca di idee da plasmare in nuovi brani per riuscire nel più breve tempo possibile a produrre un quantitativo di pezzi all’altezza ed ottenere una qualche forma di contatto in più per una produzione futura.
La fine del 2005 segna l’uscita del primo lavoro in studio, dove in cinque giorni, i quattro riescono a produrre cinque pezzi dalle sonorità calde, possenti ma anche dosate, al momento giusto. Spiccano sicuramente la opener “We are Brothers of Whiskey” per originalità, groove e coinvolgimento e la conclusiva “Colors” dove con l’aiuto del maestro Leo “Il Reverendo”, nonché ingegnere del suono degli Heartbeat Studio, il pianoforte va a completare le armonie di un lento che farà parlare di se in molti. Il resto sono continui fraseggi di menti in preda alle loro sostanze alcoliche preferite. Diretto, facile dal primo ascolto ma denso di contenuti… questo è ciò che si voleva e si è ottenuto.
Referenze
Marcon Rock Festival (07/2005), Finali Regionali Emergenza Festival (2004/05), Venice Rock Festival (07/2005), Slam! Party c/o La Gabbia (12/2005), Red Mood Fest (06/2005), Born to Be Wild (06/2005), Velvet Rock Club (07/2005), per un totale di circa una trentina di lives in poco meno di un anno di attività.
Downloadable version of Biography
Brothers of Whiskey complete Technical Rider